L'Italia sconosciuta: Lunigiana

Uno dei castelli medievali della famiglia Malaspina domina il villaggio di Fosdinovo, Lunigiana. ©Matt Munro/Lonely Planet

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La Lunigiana, arroccata tra le Alpi Apuane e l’Appennino Ligure e ammantata delle vestigia di un passato glorioso, resta una bellezza selvaggia, che gli occhi dei viaggiatori sanno cogliere ma mai sognerebbero di domare. Orizzonti spesso stretti e chiusi e strade faticose da conquistare vi metteranno alla prova per poi premiarvi con i paesaggi rigogliosi, la ricchezza del barocco di Pontremoli, una ghiotta cucina e notti silenziose sotto cieli stellati.

E non confondetevi: qui non siete né in Toscana né in Liguria, bensì in una terra di mezzo, contesa dai secoli e dalla storia. In epoca medievale, la Lunigiana era una terra ambita per la sua posizione strategica e per questo si svilupparono numerosi insediamenti fortificati, le cui origini risalgono ai primi conflitti tra longobardi e bizantini. Luoghi che ora il viaggiatore può esplorare attraversando il tempo, insieme allo spazio.

Sport in Lunigiana

Alpi Apuane ©Alessio Catelli/Shutterstock

Tutta questa natura offre molteplici possibilità: fare su e giù da un borgo medievale all’altro con una parcobike, andare alla scoperta delle cascatelle e delle pozze cristalline che si susseguono lungo lo spettacolare canyon degli Stretti di Giaredo o percorrere un tratto della Via Francigena sentendosi pellegrini per un giorno.

Quando arriva l’inverno, le verdeggianti montagne della Lunigiana si imbiancano di neve. Ciaspole o sci, le proposte sono varie, in particolare a Zum-Zeri, la sola stazione invernale del luogo, che offre una sciovia e una seggiovia, una pista ad anello di 12 km, un baby park, un percorso legato alle ciaspole, uno snow park. Qui nelle giornate limpide si può di vedere il mare dai 1329 m di quota del Passo Due Santi. 

A tavola in Lunigiana

Preparazione manuale dei testaroli ©Matt Munro/Lonely Planet

Nella cucina lunense le materie prime sono povere e le pietanze sono il risultato di varie tradizioni (ligure, toscana ed emiliano-romagnola) che qui si sono incontrate e vicendevolmente influenzate. Tra i piatti più tipici ci sono la torta d’erbi, preparata con le bietole e con altre erbe spontanee della zona; il piatto bandiera, ovvero i testaroli al pesto (o al sugo di funghi); i panigacci, focaccine sottili con le quali accompagnare i formaggi e i salumi, ottime, cotte nei testi, tipiche della Lunigiana (mentre sono stati importati dalla Liguria gli sgabei, un pane ripieno di stracchino o salumi che però prima viene fritto). 

E poi una svariata quantità di pietanze a base di farina di castagne: le lasagne bastarde, gli gnocchi mesci, il pan del fivizzanese, la marocca di casola e la pattana. Non si può poi trascurare la bontà del miele di castagno e di acacia che viene prodotto dai 5000 alveari sparsi qua e là nella campagna che trabocca di erbe selvatiche. E dulcis in fundo i vini Colli di Luni. 

Terra di castelli

Un vicolo nel centro di Pontremoli ©Matt Munro/Lonely Planet

Pare che fossero 160 in epoca medievale. Oggi se ne possono contare oltre 100. Sono accomunati dal fatto di essere stati costruiti (o acquisiti e poi modificati) dalla famiglia nobile dei Malaspina, che governò sul territorio dalla metà del X al XVIII secolo, quando queste preziose architetture medievali vennero abbandonate. La maggior parte sono ridotti a ruderi, ma più di una ventina sono intatti. Si tratta di colossali strutture difensive in genere realizzate su schema planimetrico quadrangolare, con possenti torri di difesa, con un cortile centrale sul quale si affacciano numerose sale, e con un borgo fortificato che si sviluppa ai loro piedi. 

Ma castelli vivono di leggende oltre che di storia: si racconta di ‘pozzi della dimenticanza’, dove le marchese si liberavano dei loro amanti una volta soddisfatte le proprie voglie; di improbabili soggiorni di uomini illustri (come per esempio Dante nel Castello di Fosdinovo); di vitellini d’oro nascosti nei sotterranei e di fantasmi che la notte si aggirano indisturbati tra corridoi e stanze. 

I borghi da non perdere

Il tipico dolce ‘amor’ , una specialità della Pasticceria degli Svizzeri, a Pontremoli. ©Matt Munro/Lonely Planet

Pontremoli 

Qui potete concedervi una passeggiata lungo la Via Francigena, la strada principale, sulla quale si affacciano gli stretti vicoli e i bei palazzi che custodiscono cortili nascosti. Inconfondibile la sua torre campanaria, detta Campanone, che è il simbolo dei pontremolesi sparsi per il mondo. 

Dopodiché sedetevi in Piazza della Repubblica a un tavolino dell’Antica Pasticceria degli Svizzeri per un caffè e una pasta Amor. In questo regno liberty perfettamente conservato troverete l’espressione della migliore tradizione lunigianese: le paste ‘amor’, wafer ripieni di una densa e succulenta crema dalla ricetta segreta. Raccolte le energie potete proseguire per il Castello del Piagnaro e il Museo delle Statue Stele, dove troverete sculture antropomorfe realizzate in arenaria ‘macigno’ dell’età del rame e salvate sotto la terra franata dei terrazzi di fondovalle della Lunigiana, che le ha sepolte e custodite per più di sei millenni.

Pontremoli è detta anche Città del Libro per il gran numero di librai lunigianensi che hanno portato i libri in Italia e nel mondo. E da tale riconoscimento è nato il Premio Letterario Bancarella. In onore di questa tradizione, troverete disseminate per le strade varie mensole per gli onesti scambi di libri, mentre da marzo a dicembre ogni terza domenica del mese le bancarelle espongono i loro prodotti per le vie del centro, le botteghe storiche aprono i battenti, e un trenino accompagna i turisti per il centro storico.

Filattiera 

Piccolo e suggestivo borgo che sembra avere conservato la stessa atmosfera dell’epoca in cui doveva difendersi su due fronti: da un lato la pianura del fiume Magra, nella quale passava la Via Francigena, e dall’altro la valle del torrente Caprio, attraversata dalla Via del Sale. Ecco perché è piena di castelli, che si trovano a breve distanza l’uno dall’altro: c’è quello del borgo, c’è quello sulla collina di San Giorgio, c’è quello di Castelvecchio, e ci sono i ruderi di Monte Castello. 

Fivizzano 

Una piccola perla soprannominata da sempre la ‘Firenze della Lunigiana’ o ‘il bel cantuccio di Firenze’. Anche la sua grande e bella piazza centrale, che ufficialmente si chiama Piazza Vittorio Emanuele II, è detta da sempre Piazza Medicea. 

Ma oltre alle bellezze storiche potete approfittarne per addentrarvi nelle Grotte di Equi che, insieme alla Grotta del Vento e all’Antro del Corchia, costituiscono l’insieme dei tre complessi carsici aperti al pubblico del Parco delle Alpi Apuane, o per rilassarvi alle terme.