L'Iran che non ti aspetti

La Moschea del'Immam, affacciata sulla bellissima Naqsh-e Jahan (Imam) Square. ©Richard Yoshida/Shutterstock

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L’Iran è un paese che nell’immaginario comune richiama suggestioni più legate alle news che al turismo, ma echi di antiche civiltà risuonano lungo il corso dei secoli alimentando la cultura persiana. Con paesaggi spettacolari che vanno dal deserto alla giungla e popolato da numerosi gruppi etnici che nel corso dei millenni hanno subito le influenze di conquistatori greci, arabi, turchi e mongoli, l’Iran vi accoglierà al di là di ogni aspettativa.

Settimana bianca in Iran

Difficilmente si associa l’Iran allo sci, eppure nel paese esistono più di 20 stazioni sciistiche, in gran parte facilmente raggiungibili da Teheran. Dizin e Shemshak sono le migliori, con piste ripide e tanta neve fresca in grado di accontentare sciatori di tutti i livelli.

I prezzi di chalet e skipass sono economici se confrontati con quelli dei paesi occidentali e le stazioni sciistiche sono luoghi relativamente liberali, frequentate e amate come sono dall’alta borghesia di Teheran.

Leggere il futuro nella poesia a Shiraz

La tomba di Hafez, Shiraz. ©Herre van der Wal/Lonely Planet

Gli iraniani amano dire che anche nella casa più povera si trovano sempre almeno due libri: il Corano e le poesie di Hafez. A Shiraz, la città degli usignoli e dei giardini, la tomba di Hafez (Aramgah-e Hafez) richiama pellegrini da ogni dove. Se berrete un tè insieme a loro li sentirete recitare i versi del loro eroe.

Il tramonto è il momento della giornata nel quale gli iraniani preferiscono ritrovarsi nel giardino che circonda il mausoleo per rendere omaggio al grande poeta. Alcuni ci vanno anche per celebrare il faal-e Hafez, un rito molto diffuso, praticato da chi desidera conoscere il futuro: si apre a caso un volume delle opere del poeta e si trae spunto dalle sue parole per interpretare il proprio destino. 

Sul posto c’è una casa da tè dove la gente ama sedersi per ascoltare le versioni cantate delle poesie di Hafez trasmesse dagli altoparlanti in tutto il giardino, spesso facendo uno spuntino a base di ash (zuppa di tagliolini) o di faludeh (un sorbetto fatto con tagliolini di amido di patate e acqua di rose). 

Teheran contemporanea

Per comprendere le dicotomie e le speranze dell’Iran contemporaneo è sufficiente fare una sosta a Teheran  La città vi colpirà subito per il traffico, ma quel che vi porterete appresso sarà un’idea di freschezza e voglia di riemergere. Fermatevi nei nuovi caffè e nelle gallerie d’arte contemporanea, luoghi dove si percepisce un lato – creativo, audace e liberale – dell’odierna vita iraniana che raramente emerge dai media nazionali. 

Il vivace panorama artistico dell’Iran odierno e la maggiore visibilità dell’arte contemporanea iraniana, sia in patria sia all’estero, hanno contribuito alla nascita di decine di gallerie d’arte in tutta Teheran.

Da non perdere la Casa degli Artisti, che rappresenta il centro dell’arte contemporanea e tradizionale a Teheran, con diversi spazi espositivi suddivisi su due livelli che ospitano ogni forma di espressione artistica e cambiano ogni mese. La Seyhoun Art Gallery è stato uno tra i primi spazi espositivi commerciali di Teheran e propone regolarmente mostre di pittura, fotografia, scultura e arti grafiche. Ab Anbar è una tra le più ambiziose gallerie di arte contemporanea della capitale e presenta soprattutto artisti iraniani che lavorano all’estero. 

Isfahan, la metà del mondo

La moschea Sheikh Lotfollah al tramonto: il momento migliore per ammirare la bellezza di Naqsh-e Jahan (Imam) Square

Ci sono momenti del viaggio che rimangono impressi nella memoria e la prima volta che poserete gli occhi sulla maestosa Naqsh-e Jahan (Imam) Square di Isfahan sarà uno di questi.

Lungo questa piazza sorgono infatti alcuni tra gli edifici più spettacolari del mondo islamico: la Masjed-e Shah con la sua cupola azzurra dalle proporzioni perfette, l’elegante Masjed-e Sheikh Lotfollah e il Kakh-e Ali Qapu con le sue fastose decorazioni. Lungi dall’essere capolavori architettonici intangibili e ammirati solo dai turisti, la piazza e le vicine case da tè che affacciano sul fiume brulicano di vita.

Inoltre i viali alberati, gli incantevoli giardini persiani e gli splendidi monumenti, ricchi di un fascino senza pari rispetto, suscitano da secoli la meraviglia dei viaggiatori.

Naqsh-e Jahan (Imam) Square

Spettacolare di per sé, e con un nome che significa ‘modello del mondo’, la Naqsh-e Jahan (Imam) si è conquistata un posto tra i siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. 

Naqsh-e Jahan offre il meglio di sé nel tardo pomeriggio, quando le cupole e i minareti rivestiti di maioliche azzurre sono illuminati dagli ultimi raggi del sole e le montagne sullo sfondo si tingono di rosso. Questo è il momento in cui le famiglie locali si ritrovano per una passeggiata, le fontane entrano in funzione e la combinazione delle luci più morbide con le prime ombre della sera fa risaltare i dettagli della raffinata architettura.

Masjed-e Shah 

Questa elegante moschea di proporzioni perfette e rivestita di sontuosi mosaici azzurri è un monumento di straordinario impatto visivo al capo estremo della piazza principale di Isfahan. Perfetta come deve essere apparsa agli abitanti della città quattro secoli fa, s’innalza come un inno alla saggia visione del mondo dello scià Abbas I e alle virtuose imprese della dinastia safavide.

Masjed-e Jameh 

Il complesso della Moschea del Venerdì è un vero e proprio museo di architettura. Dal punto di vista architettonico la più grande moschea iraniana (oltre 20.000 mq di superficie!) testimonia il meglio dell’espressione artistica e religiosa islamica, che nel corso di nove secoli si è evoluta ampliandosi con stili diversi a seconda delle ere: vi si trovano persino elementi tipici dell’architettura mongola.

Yazd e l'Iran zoroastriano

Il Complesso Amir Chakhmaq nella città di Yazd, alle porte del deserto. ©javarman/Shutterstock

Pochi posti al mondo si sono adattati così bene all’ambiente circostante come la città di Yazd, una delle più antiche del pianeta. Incuneata tra due deserti, è un gioiello formato da vicoli tortuosi, cupole azzurre, minareti svettanti, bazar e case con cortile sormontate da badgir (torri del vento) e rifornite d’acqua grazie ai qanat (canali sotterranei).

Il vero splendore della città si può cogliere appieno salendo sui tetti nel tardo pomeriggio, quando il sole si fonde nel profilo degli edifici e inonda il deserto che si estende alle sue spalle. Perdersi tra la miriade di vicoli della città vecchia è normale: pochi visitatori sfuggono alla sua magia.

Yazd è abitata da un’interessante mescolanza di popolazione, il 10% della quale è seguace dell’antico zoroastrismo. Qui è possibile visitare i luoghi di culto di questa antica religione, come le Torri del Silenzio. Queste suggestive torri si ergono sulla cima di due brulle alture alla periferia sud di Yazd. 

Poco fuori Yazd, invece troverete il Chak Chak. Questo luogo sacro, di grande significato per gli zoroastriani, domina il deserto da una posizione elevata, ai piedi di una parete rocciosa da cui sporge un albero di età veneranda. Qui il Tempio del Fuoco di Pir-e-Sabz merita lo sforzo della salita per la sensazione di totale isolamento che regala. L’ingresso alla grotta dove è tenuta accesa la fiamma perenne è segnato da una porta di ottone lavorato a sbalzo con l’immagine di Zoroastro.

Le giungle dell'Iran occidentale

Terra di estremi, con profonde radici storiche, l’Iran occidentale è un Eldorado di avventure per il viaggiatore indipendente. Dalla fertile costa del Mar Caspio alle aspre montagne dei confini settentrionali, passando per le antiche rovine delle pianure desertiche meridionali, vi si incontra di tutto, dalle risaie alle bufere di neve al biblico Giardino dell’Eden. 

Ricco di storia e incredibilmente ospitale, è caratterizzato da una bellezza selvaggia che racchiude quasi la metà dei siti iraniani dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Ramsar 

Suggestiva località sulla costa del Mar Caspio, Ramsar sorge contemporaneamente in riva al mare e ai piedi dei crinali inferiori degli Elburz, che qui sono avvolti dalla giungla a differenza delle cime innevate più in alto. È una zona verdeggiante e molto scenografica con i suoi rigogliosi aranceti, ma anche un paradiso per gli escursionisti grazie ai sentieri che si snodano tra le colline nei dintorni.