L'Italia sconosciuta: le Dolomiti di Brenta

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Il gruppo di Brenta è selvaggio, maestoso e comprende alcuni fra i sentieri e le vie ferrate più belli del mondo, un lago prezioso proprio nel mezzo, una miriade di castelli medievali e rinascimentali, ognuno diverso dall’altro. Trento, poco distante dalle pendici delle Dolomiti di Brenta, è infine una pregevole città d’arte, brulicante di giorno e di sera, colma di osterie e birrerie e sede di un importante festival cinematografico incentrato sul tema della montagna.

Trento

Immaginate di essere alti pochi millimetri e di essere stati rinchiusi per qualche motivo in una palla di vetro, di quelle con la neve dentro, un souvenir. La sensazione che restituisce Trento è proprio questa, soprattutto quando nevica. Quella di essere dentro una palla di vetro e di muoversi in uno spazio limitato ma esteticamente perfetto, quasi stucchevole, in un brulicare di vita discreto ma incessante. La città è, infatti, al centro di una conca contornata di rilievi che stanno proprio a ridosso dei suoi confini e che le fanno da sfondo incombente, come una finta scenografia.

Poco turistica, sebbene scrigno di numerosi capolavori d’arte e storia, Trento si stende leggermente allungata da nord a sud lambendo la sponda sinistra dell’Adige, ed è circondata da tre colli: a ovest il Doss Trento, a est il Doss di Sant’Agata e a sud-est il Doss di San Rocco. Subito dietro si elevano il Monte Bondone a occidente e i rilievi più modesti del Monte Calisio e della Marzola a oriente, fra i quali si insinua la Valsugana.

Soprattutto, su questo versante, Trento è racchiusa dall’abbraccio del Castello del Buonconsiglio, dal quale si dipartivano due bracci di mura, in parte ancora visibili, che circondavano la città fino al corso dell’Adige. Quest’ultimo, infatti, fino al 1858 scorreva in un letto posto decisamente più a oriente e oggi interrato sotto le vie Manzoni, Torre Verde e Torre Vanga.

Vie ferrate

Via Ferrata, Dolomiti di Brenta ©Ezio Hsu/Shutterstock

A meno che non disponiate di un’adeguata preparazione e di tutta l’attrezzatura necessaria, non avventuratevi sulle vie ferrate senza una guida esperta. Detto questo, preparatevi a un’esperienza impagabile, dalla quale tornerete cambiati. Le vie ferrate delle Dolomiti di Brenta, infatti, a differenza di quasi tutte le altre presenti nelle Dolomiti, che riprendono i tracciati usati dai soldati nella prima guerra mondiale, sono state aperte direttamente a scopo escursionistico. 

Non c’era il fronte bellico su queste montagne, sicché le vie aperte lo sono state in tempo di pace, con un occhio di riguardo sia per l’integrità della montagna, molto preservata, sia per gli aspetti paesaggistici. 

Bocchette Centrali 

Star indiscussa delle Dolomiti di Brenta e sicuramente a pieno titolo fra le cose più belle da fare nell’intero arco dolomitico, la via ferrata delle Bocchette Centrali è un percorso fra veri monumenti della montagna: torri, gole, strapiombi tra i più fotografati al mondo, ma comunque indescrivibili. La via fu aperta negli anni ’30 con un impatto sulla montagna minimo, oggi diremmo ‘sostenibile’. Chi soffre di vertigini, però, deve assolutamente astenersi.

Lago di Tovel, gli 'appartamenti privati' della montagna

Come un cioccolatino al liquore, le Dolomiti di Brenta hanno un cuore liquido. Proprio nel mezzo del possente massiccio riposano quiete le acque del Lago di Tovel, in una conca molto vasta interamente ricoperta di boschi secolari nella parte bassa. 

In alto, invece, si possono ammirare a 360° le vette delle Dolomiti di Brenta da un punto di vista completamente diverso da quello delle vallate che le circondano, quasi come se ci si trovasse negli ‘appartamenti privati’ della montagna. In inverno, quando tutto è ammantato di neve e i visitatori scarseggiano, venire qui restituisce l’impressione della scoperta, mentre le imponenti montagne provocano una sorta di timida fascinazione.

Il lago è uno specchio d’acqua di 1 km per 570 m e le sue acque popolate di salmerini toccano una profondità massima di 40 m scarsi. È possibile raggiungerlo percorrendo la strada che da Tuenno si inoltra nella Val di Tovel: 11 km di grande interesse paesaggistico che corrono a fianco del torrente Tresenica attraversando mughetti e frane, dove non è raro incontrare cerbiatti e camosci che saltano fra le rocce. Nel periodo di disgelo, al termine dell’inverno, in tutta la valle si formano laghetti dai colori straordinari che scompaiono con il caldo nel fondo sassoso delle Glare. La zona delle Glare è un ammasso di macigni che sembra un paesaggio lunare, creato da un’antica frana caduta alcuni secoli fa dal Monte Corno.

In alternativa si può percorrere il Sentiero delle Antiche Segherie, che nella seconda parte si chiama Sentiero delle Glare ed è per lo più agevole salvo in alcuni tratti, dove non è affrontabile se non con la completa attrezzatura alpinistica perché copre un considerevole dislivello. I sentieri sono raggiungibili anche dalla Galleria dell’Acquedotto.

Castel Thun a Vigo di Ton

Parco Nazionale Adamello-Brenta, Trentino.

Secondo solo al Castello del Buonconsiglio di Trento, Castel Thun galleggia tra i meleti del versante orientale della valle sulla cima di una vasta e dolce collina. Affrontando gli spalti delle Dolomiti che si innalzano inondate di sole al mattino e lo adombrano al tramonto, è una meta irrinunciabile nel viaggio in Val di Non. 

Nell’infinito repertorio dei castelli trentini, rappresenta uno degli esempi più interessanti: un tempo circondato da un complesso sistema di fortificazioni, cinte murarie e fossati, torri, bastioni e camminamenti di ronda. La visita prende le mosse dall’imponente Porta Spagnola, che si raggiunge dopo una breve passeggiata fra i castagni sul lato settentrionale del complesso.

L’interno rappresenta molto bene gli ambienti di un castello rinascimentale: la Stanza del Vescovo è interamente rivestita di legno di cirmolo, un legno molto chiaro con il quale è possibile realizzare intarsi bellissimi. Meritano una menzione particolare anche le cucine. Castel Thun custodisce anche una splendida collezione di dipinti arredi di grande pregio e una nutrita armeria. Spettacolare la vista sulla vallata di cui si può godere passeggiando nei giardini meridionali.

Canyoning in Vallesinella

La Vallesinella è uno degli accessi più suggestivi al cuore delle Dolomiti di Brenta. Uno dei motivi per cui è così bella è la presenza del Sarca di Vallesinella, un torrente che scava forre nel bosco e compie salti con cascate spettacolari. Una di queste, fra le più belle dell’intera zona, è la Cascata di Mezzo. 

Le Guide Alpine di Madonna di Campiglio (www.guidealpinecampiglio.it;) organizzano uscite di canyoning  in questo scenario mozzafiato. In che cosa consistano è facile a dirsi, meno a farsi: si indossano muta e casco e si scende a valle seguendo il corso del torrente e tuffandosi dalle cascate. Portate con voi costume da bagno e scarpe chiuse (le bagnerete).