L'Avana come un local

Una signora fuma un sigaro sulla porta di casa, Avana, Cuba.©ESB Professional/Shutterstock

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Quando si parte per Cuba ci si porta inevitabilmente appresso aspettative romantiche, immagini rimaste impresse da vecchi film e dalla grande Storia. Ma una volta giunti a destinazione bisogna saper cogliere tutte le sfumature di questa vivacissima quanto nostalgica destinazione. Ecco allora cinque cose da fare per vivere l’avana come farebbe un vero cubano.

1 Quattro passi per Habana Vieja

L'Avana, Cuba ©Delpixel/Shutterstock

Una chiave legata a un cordino penzola da una finestra al terzo piano; due ragazzini in uniforme scolastica color giallo senape improvvisano una partita di baseball con un vecchio bastone e una pallina di plastica; anziane signore con tanto di bigodini in testa scavalcano indifferenti una gallina senza testa abbandonata in un angolo di strada, macabra offerta agli orisha (divinità della santería): a Centro Habana la vita prosegue indifferente delle influenze del turismo, de clima inclemente e delle distrazioni dell’era di internet.

Addentratevi in questo microcosmo e perdete il senso del tempo passeggiando tra le ‘quattro piazze’. Quest’itinerario può occuparvi per un’intera giornata, vista la quantità di musei, negozi, bar e attrazioni lungo la strada.

Cominciate dalla Catedral de San Cristóbal de la Habana che domina la Plaza de la Catedral, piazza compatta e molto pittoresca. Prendete poi Calle Empedrado e quindi Calle Mercaderes fino a Plaza de Armas, un tempo usata per le esercitazioni militari, a cui fa ancora la guardia il Castillo de la Real Fuerza. Il museo del forte merita una breve visita. Dedicate invece un po’ più di tempo al Museo de la Ciudad, ospitato nel Palacio de los Capitanes Generales; evitate di unirvi ai tour organizzati e visitatelo da soli. Quindi camminate lungo Calle Obispo, la via più trafficata dell’Avana, prima di girare a sinistra in Calle Mercaderes, dov’è assai piacevole girovagare tra i vecchi negozi e i numerosi musei. Girate a sinistra in Calle Amargura ed entrate in Plaza de San Francisco de Asís, dominata dalla Iglesia y Monasterio de San Francisco de Asís.  Informatevi sui concerti di musica classica in programma (l’acustica è perfetta!) e cercate di visitare almeno uno dei suoi due musei.

Girate a destra in Calle Brasil ed eccovi in Plaza Vieja, con il planetario e diversi musei d’arte. E quando non ne potrete più di camminare, fiondatevi alla Factoria Plaza Vieja per una bella birra artigianale.

2 Malecón 

Tramonto a El Malecon ©Agota Kadar/Shutterstock

Questa passeggiata lungomare di 8 km è una delle vie più suggestive e più tipicamente cubane dell’Avana. Da tempo luogo di ritrovo preferito di una variegata congrega di amanti, filosofi, poeti, menestrelli girovaghi, pescatori e aspiranti esuli che sognano la Florida, il Malecón è ricco di atmosfera soprattutto al tramonto, quando la luce dorata del sole si sposta come una debole torcia dagli edifici color crema di Vedado a quelli di Centro Habana, attribuendo alle loro fatiscenti facciate un aspetto quasi etereo.

Realizzato nei primi anni del 1900 come salubre lungomare per i vacanzieri della classe media dell’Avana, il Malecón si ampliò rapidamente verso est nel primo decennio del secolo, in un guazzabuglio architettonico che affiancava rigorosi edifici neoclassici a più enigmatici palazzi in stile art nouveau. 

Oggi il Malecón resta il ‘teatro all’aperto’ più autentico dell’Avana, una sorta di cabaret senza lustrini dove si mette in scena la vita vera, un luogo in cui l’intera città si ritrova per incontrarsi, salutarsi, darsi appuntamento e discutere.

Dovendo combattere una guerra sempre in corso contro gli effetti corrosivi dell’oceano, molti dei magnifici edifici lungo la via si trovano ad affrontare il degrado, la demolizione o danni irreparabili. Per cercare di arrestare questo processo distruttivo, 14 isolati del viale hanno recentemente ottenuto una tutela speciale da parte dell’ufficio del conservatore storico della città.

Il Malecón è particolarmente suggestivo quando soffia un vento freddo e grandi onde si abbattono tonanti contro il frangiflutti, riversando l’acqua in strada. In tali condizioni il viale viene chiuso al traffico automobilistico, il che significa che potrete tranquillamente camminare al centro della via lasciandovi spruzzare dalle onde.

3 Storia e miracoli alla Necrópolis Cristóbal Colón 

Necropoli di Cristobal Colon, il cimitero principle de l'Avana. ©CaptureLight/Getty Images

Descritto come un ‘esercizio di pii eccessi’, questo cimitero, monumento nazionale nonché uno dei più grandi del continente americano, è famoso per la sorprendente iconografia religiosa e per le statue in marmo di elaborata fattura. 

Una passeggiata per questi 56 ettari consacrati risulta tutt’altro che inquietante: è anzi una sorta di panoramica suggestiva ed educativa tra gli annali della storia di Cuba.

Una volta entrati dal neoromanico ingresso nord, sulla destra troverete la tomba del leader dell’indipendenza, il Generale Máximo Gómez: cercatene il volto scolpito in bronzo all’interno di un medaglione circolare. Appena a nord-est della cappella si trova la tomba più celebrata (e più visitata) del cimitero, quella della Señora Amelia Goyri, meglio nota come La Milagrosa (‘la miracolosa’). La statua in marmo di una donna che regge una grande croce con un bambino in braccio è facile da individuare, perché è sempre piena di fiori e meta di molti visitatori. Per diversi anni dopo la morte di Amelia, il marito, sconvolto dal dolore, si recò in visita alla tomba più volte al giorno, bussando al sepolcro con uno dei quattro anelli di ferro e camminando a ritroso nell’abbandonare la tomba per poterla vedere il più a lungo possibile.

Quando i corpi della donna e del neonato furono riesumati, qualche anno dopo, quello di Amelia era intatto (segno di santità per la fede cattolica), mentre il bambino, che era stato sepolto ai suoi piedi, fu ritrovato, pare, tra le sue braccia. Per questo La Milagrosa è diventata oggetto di grande devozione a Cuba: migliaia di fedeli vengono qui ogni anno nella speranza di risolvere i propri problemi o esaudire i propri sogni. Nel rispetto della tradizione, i pellegrini battono a loro volta sulla tomba con un anello di ferro e si allontanano da essa senza mai darle le spalle.

4 Fábrica de Arte Cubano 

Ideata dal musicista afrocubano X-Alfonso, la Fábrica de Arte Cubano (www.fabricadeartecubano.com ) è uno dei migliori tra gli ultimi progetti artistici realizzati all’Avana. Musica dal vivo, mostre d’arte, sfilate di moda e stimolanti dibattiti davanti a un caffè o un cocktail: in questo ex oleificio a Vedado si respira un’atmosfera intellettuale ma informale.

Nessuno scorbutico addetto alla sicurezza e nessun rigido regolamento vi impedirà di incontrare gli artisti, i musicisti e gli intellettuali cubani, protagonisti degli eventi proposti a partire dalle 20 dal giovedì alla domenica nella sala interna in stile Bauhaus.

5 Fusterlandia

Il quartiere Jaimanitas a l'Avana, è conosciuto come Fusterlandia. ©Felix Lipov/Shutterstock

Che direzione ha preso l’arte dopo Gaudí e Picasso? Per rispondere a questa domanda fate rotta verso ovest dal centro dell’Avana alla volta di Miramar e Playa, fi no all’apparentemente tranquillo villaggio di pescatori di Jaimanitas, dove l’artista cubano José Fuster (nato nel 1946) ha convertito il quartiere in cui risiede in un capolavoro di colorati mosaici, capricciose sculture e sinuosi elementi architettonici che non stonerebbero a Barcellona.

Il risultato è noto con il nome di Fusterlandia, un progetto tuttora in corso avviato vent’anni fa dall’artista, che ha decorato diverse case di questa comunità alla periferia dell’Avana in modo eccentrico e stilizzato, trasformandole in una vera e propria opera di public art. L’epicentro del progetto è lo studio di Fuster, un grande edificio ricoperto da cima a fondo di opere d’arte, sculture e, soprattutto, tessere di mosaici di ogni colore e forma. L’effetto generale è difficile da descrivere a parole (vedere per credere!): un fantastico guazzabuglio di passaggi a spirale, piscine a mosaico e fontane con getti a raggiera che non hanno nulla da invidiare al Park Güell di Gaudí. L’opera si ispira, oltre che a Gaudí, a Picasso, Gauguin e Wilfredo Lam, ma vi sono anche elementi che richiamano il realismo magico, la forte tradizione marittima del villaggio, la santería, le linee contorte del modernismo, nonché simboli e icone del ‘cubanismo’, di cui Fuster è un fedele sostenitore (cercate le bandiere cubane, il murales che raffigura l’imbarcazione Granma e le parole Viva Cuba fregiate su otto comignoli).

Fusterlandia va ben oltre l’abitazione di Fuster. Metà del quartiere è stata sottoposta allo stesso trattamento estetico, dalle insegne stradali alle fermate degli autobus e all’ambulatorio medico. Girovagate per le tranquille stradine di questo villaggio e preparatevi a vivere un’esperienza dal sapore surreale e psichedelico.