Belgio: 10 motivi per cui non è noioso

Bruxelles, in città © Marco Taliani

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Bob Monkhouse, vecchia gloria della comicità inglese, aveva una buona battuta in repertorio: "Una volta sono stato in Belgio. Ma l'ho trovato chiuso". Eterno incompreso, popolato da burocrati, perso nelle nebbie del nord, il Belgio è stato quasi sempre avvolto da un'aura un po' triste. Chi lo conosce, però, ne parla oggi come di un paese pieno di fascino. Ecco dieci motivi per cui secondo noi val la pena scoprire questa perla dei Paesi Bassi.

Patatine fritte alla perfezione

Con buona pace dei britannici, il Belgio è la patria spirituale delle patatine fritte - è qui che la tecnica per prepararle è stata condotta alla perfezione. Provale con le cozze o con un bel po' di birra a uno degli innumerevoli fritkot, i venditori ambulanti che punteggiano le strade del Belgio, accompagnandole con l'immancabile maionese.

Gente famosa

Un burlone sprovveduto potrebbe sfidarti a indicare 10 persone famose di origine belga. Eccolo servito: Audrey Hepburn, Jacques Brel, Adolphe Sax (l'inventore del sassofono), Hergé (alias George Remi, il papà di Tintin), la pop star Plastic Bertrand, il pittore René Magritte (ne parleremo ancora), il jazzista Django Reinhardt, l'attore Jean-Claude Van Damme, George Simenon e l'immenso ciclista Eddy Merckx. E poi i Puffi, chiaro.

Cultura dei fumetti

A proposito di Tintin, il Belgio è una delle grandi patrie dei fumetti o, come si chiamano qui, delle bandes dessinées. Oltre al ragazzino detective, sono nati nel reame Lucky Luke, Gaston e Gil Jourdan (veri miti in Belgio). Al Museo del Fumetto di Bruxelles ti aspettano mostre e opere d'arte, il tutto ospitato dai Magazzini Waucquez, un capolavoro art nouveau progettato da Victor Horta. A Bruxelles si può anche percorrere un itinerario dei fumetti, seguendo il filo rosso che unisce i murales disseminati per la città.

Mercatini di Natale

Lo sappiamo. Se ne trovano ovunque. Il Belgio è un'ottima destinazione per i mercatini di Natale perché i centri storici medievali di molte sue città sono deliziosi in inverno: canali, luci scintillanti, piste di pattinaggio e decorazioni a non finire. Per godere il meglio, passa da Brugge, Bruxelles o Ypres, il cuore delle commemorazioni per il centenario della Prima guerra mondiale nel 2014. Tre località vicine quanto basta tra di loro.

Art nouveau

Bruxelles è la capitale indiscussa dell'art nouveau. Tutto ebbe inizio durante il regno di Leopoldo II (1867-1909), quando l'architettura belga fiorì arricchendosi dei capolavori di Victor Horta, Paul Hankar ed Henri van de Velde. I riferimenti da non perdere comprendono l'Hotel Tassel, il Musée Horta, il Musée Constantin Meunier e il Palais Stoclet di Josef Hoffman. Quando avrai sete, portati all'Ultieme Hallucinatie bar, dove anche il pianoforte è in stile.

Abbondanza della birra

Il Belgio è la Bordeaux della birra: qui si trovano 125 birrifici in grado di produrre più di 1000 etichette. Questo quadro tanto felice e inebriante è dovuto all'ottima qualità dell'acqua, all'incrocio della cultura tedesca e di quella latina, e alla presenza di alcuni ordini religiosi con una lunga tradizione legata alla produzione della birra. Anche il locale meno noto prende la birra seriamente; dalle Fiandre fiamminghe alla Vallonia francofona, farai meravigliose scoperte. "Alla salute" si dice "proost" in fiammingo e "Santé" in francese: ti serviranno entrambi.

Gent (Gand)

Molti visitatori puntano sulla storica Brugge, ma Gand è ancora più ricca di cose da vedere e ha più edifici d'eccezione di ogni altra città del Belgio. Inizia dalla Sint-Baafskathedraal, che custodisce l'Adorazione dell'Agnello Mistico dipinta dai Van Eyck intorno al 1432. Quindi, portati al Gravensteen, il castello di Gent. Ammira Rubens al Museo delle Belle Arti e, intanto, concediti qualche pausa con caffè e waffel. Guarda il sole tramontare dalle finestre dello splendido bar storico Dreupelkot e concludi con un piatto di Gentse waterzooi, il tradizionale piatto di pesce belga. Sarà tempo speso bene.

Tutta la moda di Anversa

Il porto di Anversa è stato recentemente inserito all'11° posizione tra le 50 capitali della moda del mondo. Come è potuto succedere? Molto si deve a un gruppo di laureati dell'Accademia Reale di Belle Arti locale, tra cui Ann Demeulemeester e Dries Van Noten, che negli anni '80 lavorarono per fare di Anversa una delle vedette della moda mondiale. Oggi la città è un grande centro dello shopping: spingiti nel quartiere di Het Zuid e segui il tuo fiuto.

Lungo la costa

Raggiungi il mare. Troverai centri balneari della Belle Époque, dune di sabbia, ampie spiagge, tanto vento e la linea di tram più lunga del mondo. Si tratta del Kusttram (Tram della Costa), con 70 fermate distribuite su 68 km. Passa da Koksijde, nota per i suoi gamberetti, dall'elegante Knokke e da Ostenda, con la sua vita notturna e il suo casinò.

Magritte

C'è qualcosa di prettamente belga nel surrealismo di René Magritte. Ordinario nell'aspetto, ma eccentrico nell'animo, questo pittore è celebre per le sue tele che sfidano il senso della realtà giocando con oggetti decisamente comuni, come ombrelli o pipe o cappelli. Nato a Lessines, figlio di un mercante e di una madre suicida, studiò arte e poi si legò al movimento surrealista. Negli anni '60 le sue opere erano esposte nei musei di tutto il mondo e oggi sono un simbolo del Belgio. Dal 2009, a Bruxelles, sono accolte e celebrate dal Muséee Magritte.